Voci di biblioteca. “La parola delle pietre”: a Catanzaro il nuovo romanzo di Domenico Sorace

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Un viaggio che parte dal cuore dei borghi calabresi per spingersi fino al Cile, seguendo il filo invisibile del destino. È stato presentato venerdì 23 gennaio, nella cornice della Sala Placanica della Biblioteca Comunale De Nobili, “La parola delle pietre

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02 Febbraio 2026

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Un viaggio che parte dal cuore dei borghi calabresi per spingersi fino al Cile, seguendo il filo invisibile del destino. È stato presentato venerdì 23 gennaio, nella cornice della Sala Placanica della Biblioteca Comunale De Nobili, “La parola delle pietre”, il settimo volume firmato da Domenico Sorace.

Dopo un’introduzione dell’ Assessore alla Pubblica Istruzione, alle politiche sociali e alla tutela degli animali del comune di Catanzaro Nunzio Belcaro, lo scrittore Massimiliano Capalbo, moderatore dell’incontro, ha ceduto la parola all’editore Enrico Buonanno che ha svelato alcuni retroscena relativi alla pubblicazione del volume. Il romanzo infatti ha già raggiunto la sesta ristampa, raccogliendo consensi entusiastici a Roma e Torino prima di approdare nel capoluogo calabrese. Vista la forte curiosità del pubblico, Massimiliano Capalbo procede a fare una descrizione dell’avvincente romanzo che porta in sé diversi temi come quello della Calabria, dello spopolamento e della capacità di saper vivere i luoghi che sono tali perchè sono stati vissuti da altri esseri umani. Il volume permette di notare come a comunicare non siano solo gli esseri viventi ma anche gli oggetti, ad esempio le pietre e le case, ai quali nessuno concede più la propria attenzione. Nessuno si sofferma su quei segni di vita e custodi di una memoria che grazie allo sguardo di qualcuno potrebbero lasciare impressioni profonde nell’animo umano. È proprio da uno di questi segni dei luoghi che parte il viaggio dei due protagonisti del volume, un padre e una figlia. La storica Elena De Filippis ne ha tratteggiato il percorso, lodando l’abilità di Sorace nel tessere una trama che intreccia la Calabria alla rivoluzione cilena, l’amore travolgente alla cronaca storica mettendo in risalto la grande abilità di Sorace nel saper fare i conti con la propria immaginazione che riesce a mettere egregiamente nero su bianco. Il giurista Alberto Scerbo condivide quest’analisi e riflette invece sulla natura di questo racconto, tanto individuale quanto collettivo, analizzando il rapporto di scambio tra i due protagonisti fondato sull’accettazione delle proprie responsabilità ma anche sull’uso della saggezza per vivere il presente alla luce di un passato che non è più possibile rivivere. La realtà della Calabria e dei suoi borghi abbandonati assume, nel volume, non solo un carattere puramente narrativo ma anche sociologico, storico e familiare. Le cose allora possono mutare grazie all’operato di ogni individuo che, riconoscendosi in un’identità collettiva, può cambiare il destino di luoghi e comunità.

Il focus del discorso si sposta allora verso la contemporaneità, verso i nostri paesi ormai spopolati, senza turismo e per i quali sembra non ci sia possibilità di riscatto. Dopo un confronto tra diverse voci del pubblico, le conclusioni spettano all’autore che chiarisce la natura del paese immaginario dal quale parte la storia: un luogo simbolo di tutto il Sud Italia, sospeso tra criticità e bellezza. Mette in evidenza come questa vicenda sia ricca di intrecci e connessioni tra persone e luoghi molto lontani e diversi tra loro (come il Cile che Sorace descrive con grande maestria pur non essendoci mai stato) giocate dalla mano invisibile della dea regolatrice dei destini che diventano del tutto plausibili e normali nella narrazione come nella vita. È la ricerca di quell’inutile che diventa più utile che mai, per ricordare Nuccio Ordine, nei borghi che possono superare le loro condizione e nei testimoni di quel passato che si rendono metafora del tempo che si ossifica da una parte e si proietta dall’altra. Le pietre sono, allora, la rappresentazione di quello che noi siamo, del nostro passato e di ciò che abbiamo dentro che possono salvarci se, con il nostro sguardo, le sappiamo riconoscere in ciò che abbiamo intorno e ascoltare per scatenare cambiamenti straordinari. Questo il messaggio del nuovo romanzo di Domenico Sorace, un interessante viaggio di un padre e di una figlia che partono dalla Calabria per arrivare fino in
America del Sud alla scoperta di loro stessi e degli altri tra passato, presente e futuro.

*Volontaria Servizio Civile

Ultimo aggiornamento: 02/02/2026, 12:18

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